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Le emozioni tracciano le memorie ancor più delle informazioni cognitive

Le emozioni tracciano le memorie ancor più delle informazioni cognitive
 
I bambini che presentano disturbi del neurosviluppo ( ADHD, DSA, ...) spesso non vivono  la scuola  come un contesto che aiuta, piuttosto come qualcosa che sottolinea ogni giorno i loro limiti.

Per comprendere l'importanza della scuola occorre tener presente che la nostra intelligenza è un sistema vivente, in tal senso le cellule del cervello acquisiscono ciò che l'altro sa e lo trasformano in ciò che siamo noi. Nel corso di questa interazione (insegnamento) si attiva nella mente del bambino un processo che raccoglie non solo informazioni ma anche emozioni, significati emotivi di relazione.

Se mentre la maestra insegna fa sperimentare agli alunni sentimenti di ansia, paura e angoscia, queste emozioni negative vengono registrate in memoria. 

Vi sono delle ricerche che dimostrano che le emozioni tracciano le memorie ancor più delle informazioni cognitive. 
Le ultime ricerche del MIUR evidenziano che il 78% degli studenti della scuola media vive una condizione di malessere scolastico. 
Questa condizione è in gran parte causata "dall'ingozzamento" cognitivo vissuto dagli studenti.
Il cervello non deve essere ingozzato, ma rispettato per la sua capacità di modificare le informazioni. 
Ai docenti (che hanno un compito complesso e di grande responsabilità) si chiede di insegnare tenendo in considerazione la zona di sviluppo prossimale dell'alunno, in modo da tirar fuori dai talenti di ogni bambino il proprio miglior risultato, ma non per la scuola in se stessa, ma per quello che la scuola serve alla vita.